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Se in fatto di cultura sono molto esigenti (vietato ascoltare gruppi musicali, leggere libri o guardare film conosciuti da più di 5 persone, parenti esclusi, pena rientrare nel girone infernale del mainstream) onestamente non si può dire lo stesso dei capelli: ciocche colorate così a contrasto le ricordiamo soltanto nei Beehive.Barba o i baffi (o entrambi) hipster sono inconfondibili, così come le acconciature finto arruffate che richiedono un paio d’ore di styling ogni mattina,Ugg qr code mentre le ragazze prediligono tagli corti e asimmetrici, capelli viola o, per chi non vuole rischiare troppo, il classico shatush.Che piacciano o meno, gli hipster sono un fenomeno mondiale: da Londra a New York, da Berlino a Barcellona, sono i protagonisti della scena giovanile e dopo un approfondito esame ci siamo ricordate di quanto abbiamo amato girovagare per la città con le nostre Velorapida… che l’hipsteria abbia colpito anche noi?

Si contavano i voti mentre gli occhi erano tutti puntati su di lei. La riconfermata first lady americana, Ugg qr code Michelle Obama, ha raccolto il plauso delle alcune fra le più importanti case di moda internazionali. Firme cha hanno segnato il suo armadio. A partire da Gucci. Il creativo del marchio italiano To be G e ultimo discendente dell’omonima famiglia di pellettieri fiorentini, la omaggia con un’idea dal nome ‘Michelle bag’.All’indomani dei risultati delle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, lo stilista italiano lancia una nuova borsa che sarà il modello di punta per tutta la stagione 2013.”Ho pensato per la First Lady Michelle Obama – spiega lo stilista – ad una clutch in nappa rossa , un colore acceso come quelli da lei amati con ricamato un giglio liberty, simbolo della maison nonché sinonimo di rifioritura e di ripresa.

Il liberty infatti è stato una filosofia ed uno stile artistico che ha interessato le varie arti di fine Ugg qr code ‘800, in un periodo di grande rivoluzione dell’artigianato e un momento di ripresa come quello che oggi chiedono gli Stati Uniti e, in generale, tutta l’economia mondiale”.”Quando mi domandano come voglio che sia una mia borsa – aggiunge – rispondo che deve essere prima di tutto bella, perché se apro l’armadio un anno dopo la devo vedere esattamente uguale, mi deve trasmettere le stesse sensazioni”. Un atteggiamento che “può essere anche interpretato come un invito al non consumo, oppure al consumo di qualità, perché deve durare”. Di certo un messaggio di sostegno al made in Usa.